Saviano saluta l’Università di NYC. Punta il dito contro corruzione e denaro sporco. Sogna la libertà.

Tra gli applausi e la curiosità degli americani, Roberto Saviano ha chiuso la sua esperienza come insegnante di alcuni seminari sulla ‘criminalità organizzata internazionale’ alla NYU University dando voce alla conferenza stampa: “L’Italia e gli Usa: due prospettive sulla crisi economica”. Incontro che ha visto anche la presenza del noto economista Nouriel Roubini.
Saviano con l’aiuto dell’interprete ha ringraziato l’Universita per non avere avuto paura, paura ad invitarlo, ad

accoglierlo e a lasciarlo esprimere liberamente. “La NYU — ha dichiarato l’autore di Gomorra — ha gestito la mia permanenza negli Stati Uniti con molta prudenza date le ovvie difficoltà che vivo da 5 anni a questa parte”. Ha ricordato che la sua presenza negli Usa è stata possibile anche grazie a ‘Scholars at Risk’, una rete di istituzioni accademiche che sostengono i principi della libertà di pensiero e difendono i diritti di intellettuali che nei loro paesi d’origine vedono limitate le proprie liberta’ fondamentali.
Terminati i ringraziamenti, con la stessa emozione ed un velo di timidezza, Saviano ha puntato il dito contro “lo strapotere delle banche, e il loro ruolo nella gestione dei capitali del narcotraffico”, ha sottolineato il peso degli “immensi flussi di denaro sporco” e del peso che la criminalità organizzata riveste sulla società.
Sono infatti tra 400 e 500 i miliardi di dollari della criminalità ogni anno vengono riciclati dalle banche americane” ma si tratta di “liquidità che arriva alle mafie e viene a mancare al sistema sano. Il sistema finanziario – ha aggiunto l’autore – ha abbassato la guardia e si è fatto infiltrare da capitali criminali perché ormai ha il solo obiettivo di guadagnare a ogni costo”.
Poi è arrivato l’attacco al governo Berlus­coni: “Per la situazione italiana — ha detto Saviano — i mercati sono responsabili, ma una responsabilità ancora maggiore ce l’ha il governo, posso dire per fortuna, precedente”. Ed ha aggiunto: “Il governo Berlusconi non ha preparato il Paese in nessun modo a difendersi da questa crisi internazionale. Anzi sino a poco tempo fa venivano diffuse attraverso i media dichiarazioni di sicurezza. Tutte menzogne”.
Durante la conferenza l’economista Roubini, che ha ricoperto varie cariche al Dipartimento del Tesoro Usa e ha fatto parte dello staff del presidente Bill Clinton, si è detto pienamente d’accordo con le parole di Saviano. Ha preannunciato una possibilità superiore al 50% di una recessione negli USA il prossimo anno e di una crisi che toccherà presto anche alla Cina.
Non ha riservato certo parole di grazia per il sistema economico italiano da lui definito “piatto” e per il governo berlusconiano che dichiara “corrotto e mancante di riforme”. In particolare ha sottolineato come tanti giovani italiani che hanno ambizioni, nonostante vivano nel not ‘bel paese’, “they just decided to give up”, hanno perso le speranze di trovare un lavoro in Italia e hanno deciso di andare all’estero cercando una situazione migliore.
Saviano ha ripreso la parola affermando la necessità del cambiamento, soprattutto nel sistema italiano, parlando di nepotismo e della conosciuta realtà della raccomandazione per ottenere un posto di lavoro. Ha infine spiegato come il silenzio possa distruggere un paese, un silenzio che deve essere fermato. Lo scrittore ha ricordato il potere che le persone singole possono avere, una forza che può smantellare la corruzione di una banca, evitare una tangente, distruggere la mentalità del nepotismo.
L’incontro si è concluso con alcune domande rivolte a Saviano e Roubini. In particolare allo scrittore è stato chiesto: “Perchè ha scelto NYC? e che cosa vuole da NYC?”. “Una domanda accogliente – ha risposto Saviano accarezzandozi la testa e facendo ridere l’auditorium. Insegnare all’estero è una cosa che ho amato fare e che farò. Qui è tutto diverso, si studia in modo diverso e questo mi ha dato la possibilità di ricercare, approfondire e confrontarmi con studenti di altri paesi. Da NY – ha proseguito – mi piacerebbe avere una vita normale, e vivere più leggermente rispetto a come sono costretto in Italia”.

parla saviano alla platea dell'NYU

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1 Comments to “Saviano saluta l’Università di NYC. Punta il dito contro corruzione e denaro sporco. Sogna la libertà.”

  1. Marina Carminati scrive:

    si credo che oltre ad offrire una prospettiva internazionale delle situazione italiana e non, riesca ad uscire dalla prigione in cui è costretto a vivere in Italia. mi è piaciuta la sua semplicità e genialità nello scoprire lo scandalo della corruzione delle banche.

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